Guida · 12 ottobre 2026 · 7 min di lettura

Verificare un SAL con le quantità installate, non con la percentuale

Un SAL al 60% non dice cosa è stato costruito. Un SAL con 1.840 moduli posati su 3.000, con la foto e il rapportino di ogni giornata, sì. Come si costruisce un SAL che la direzione lavori approva senza una seconda visita.

In breve
  • La percentuale è un'opinione; la quantità installata è un fatto con una data e una prova.
  • Un SAL si verifica su cinque segnali: cosa dice il contratto, cosa dicono i rapportini, cosa mostrano le foto, cosa è arrivato con i DDT, e per ultimo l'importo.
  • L'importo è l'ultimo segnale, mai la prova: due rate possono valere lo stesso, e un bonifico uguale non dice quale delle due ha pagato.
  • Un SAL che porta le sue prove viene approvato alla prima visita; uno che le promette aspetta la seconda.

Cosa c'è davvero dietro «60%»

Il PM scrive 60% perché la squadra gli ha detto «siamo a più di metà» e perché il piano diceva che a fine mese saremmo stati lì. La direzione lavori legge 60% e chiede: sessanta per cento di cosa? Dei moduli, delle strutture, dei cavi, del valore? Nessuno lo sa con precisione, quindi la DL va a vedere, o chiede le foto, o rinvia la firma. Il SAL slitta di due settimane per una domanda a cui il documento poteva rispondere da solo.

Il problema non è il numero, è la sua natura. Una percentuale stimata non ha una data, non ha un autore che ne risponde e non ha una prova. Una quantità installata ha tutte e tre: il rapportino di martedì dice 210 moduli sul campo 3, l'ha confermato il capocantiere, c'è la foto del campo alle 17:40.

La rata la decide il contratto, non la percentuale

Nei contratti di subappalto e di EPC la rata non matura «al 60%»: matura quando succede una cosa scritta nel contratto. «Alla consegna dei materiali in cantiere.» «Al completamento del montaggio delle strutture.» «Alla posa di 1.500 moduli.» «Al collaudo.» Ogni rata ha la sua condizione, e la condizione è verificabile con una prova precisa.

Il primo passo è quindi leggere il contratto una volta sola e trasformare il piano dei pagamenti in una lista: rata, importo, condizione di maturazione, prova richiesta. Un contratto di cinque rate diventa cinque righe. Da quel momento il SAL non è più «a che punto siamo» ma «quale condizione si è verificata, e con quale prova».

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I cinque segnali, in ordine

Uno: il contratto, che dice cosa deve essere successo. Due: i rapportini confermati, che dicono cosa è stato fatto, quando e da chi. Tre: le foto e i video del cantiere, collegati alla lavorazione e al giorno, che mostrano che è vero. Quattro: i DDT, che dimostrano che i materiali sono arrivati, cioè che la lavorazione era possibile. Cinque: l'importo, che deve tornare con la rata.

L'ordine conta. L'importo è per ultimo perché è il segnale più debole: due rate da 48.000 euro in due commesse diverse sono normali, e una fattura da 48.000 non dice a quale delle due appartiene. Chi riconosce una rata dall'importo sbaglia una volta su due senza accorgersene. Chi la riconosce dalla causale («seconda rata, consegna materiali campo 2») e dai rapportini di quei giorni sbaglia molto più di rado, e quando non è sicuro lo dice: «potrebbe essere la rata 2 o la 3».

Un esempio con i numeri

Commessa di installazione, 3.000 moduli, rata (iii) «alla posa del 50% dei moduli», 62.000 euro. I rapportini confermati dal 2 al 24 settembre sommano 1.840 moduli posati: 61%. Diciassette giornate hanno foto collegate al campo e al giorno. I DDT dei moduli sono tre, per 3.000 pezzi, tutti prima del 2 settembre. La condizione è verificata, con sedici giorni di anticipo sul piano.

Il SAL che parte verso la DL contiene: la riga del contratto, la somma dei rapportini con l'elenco delle giornate, le foto, i DDT. Non contiene una percentuale stimata. La DL ha davanti tutto ciò che chiederebbe alla seconda visita, quindi non la fa. Se nel frattempo è stata fatturata una rata in più del dovuto, o ne manca una, lo dice l'aritmetica tra contratto e fatture emesse: non serve nessuna intelligenza, serve che le righe stiano nello stesso posto.

Cosa resta a una persona

Tutto quello che conta. Il sistema propone che la rata (iii) è maturata e mostra le prove; una persona conferma, e la conferma porta nome e data. Se le prove sono incomplete, il sistema dice quali mancano, non arrotonda. Se il contratto non è chiaro su una condizione, lo segnala invece di scegliere. È il modo in cui lavora il motore SAL di Panavea, ma vale anche con un foglio: scrivete le condizioni, raccogliete le quantità dai rapportini, e mettete la percentuale in fondo, come conseguenza e non come punto di partenza.

Domande su questa guida

Il nostro contratto dice solo «SAL mensili in base all'avanzamento». Come si applica?

Si concorda con la DL, prima del primo SAL, quale quantità rappresenta l'avanzamento per ogni lavorazione: moduli posati, metri di cavo, strutture montate. Da lì in poi il SAL mensile è la somma delle quantità confermate nel mese, con le prove. La percentuale si calcola, non si stima.

Quante foto servono?

Non un numero: una prova per ogni condizione del contratto. Una foto datata e collegata alla lavorazione vale più di cinquanta foto in una cartella «cantiere». Il punto è il collegamento, non la quantità.

E se la DL contesta comunque?

Contesta una riga, non il SAL. «La posa del campo 4 non è conforme» è una contestazione che si gestisce: si sospende quella quantità, si corregge, si riconsegna. «Il 60% non mi convince» non è gestibile, e infatti si trascina.

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